«Ci eravamo nuovamente ritrovati.
Non erano passati molti anni, ma la vita aveva riempito i nostri bagagli di così tante storie ed esperienze da sentirci più vecchi, e forse anche più maturi. La distanza aveva reso invisibile l'uno all'occhio dell'altro dimenticandone persino l'esistenza. Aveva dominato sul cuore e sul dono che abbiamo d'immaginarci ancora insieme a ciò che desideriamo fortemente.
Aveva nascosto una ferita che al suo ritorno bruciava ancora, ma sapeva di qualcosa di molto diverso.
Ci eravamo rincorsi per anni senza mai sfiorarci. Come leoni affamati d'amore, frenati da chissà quale idiozia nella nostra testa. Forse paura, una paura immatura e giovane. Eravamo ciechi: Nessuno dei due era capace di osservare con nient'altro che la propria testa.
Ed io temevo di averla persa, per sempre: La mia più grande occasione.
Temevo di dover riporre tutto in un cassetto e gettare per sempre la chiave.
Quando si perde qualcosa, si è convinti d'averla persa per sempre. Ciò è errato.
Dio ha dato all'uomo la possibilità di riscattarsi, e la profonda certezza che non è mai troppo tardi.
Perdersi, è un male necessario.
Perdersi, è anche ritrovarsi.»